Le associazioni sportive dilettantistiche

 

Sono associazioni non profit, ossia organizzazioni che hanno quale scopo prevalente il soddisfacimento diretto di bisogni socialmente rilevanti (sportivi, ideali, culturali, ricreativi, ecc.) rispetto allo scopo di ottenere un utile (ricavi più alti rispetto ai costi); quest’ultimo costituisce soltanto una finalità secondaria e strumentale al raggiungimento della prima.

L’associazione sportiva dilettantistica, all’interno del panorama degli enti non profit (associazioni, fondazioni, comitati, organizzazioni di volontariato, enti ecclesiastici cattolici, enti religiosi di altre confessioni, organizzazioni non governative, enti di promozione sociale, enti lirici, ecc.), rientra nella categoria delle associazioni.

L’associazione sportiva dilettantistica, in quanto associazione deve rispettare la normativa del Codice civile stabilita per le associazioni.

Il Codice civile disciplina nel primo libro le associazioni riconosciute e le associazioni non riconosciute, le fondazioni e i comitati.

 Una prima distinzione operata dall’ordinamento è quindi tra associazione e fondazione: l‘associazione può essere definita come una comunità organizzata di persone che, con riguardo al fine perseguito, si propone come unitario centro di interessi.

Gli elementi che caratterizzano l’associazione sono:

  1. la presenza di una comunità organizzata di persone (l’assemblea dei soci, che elegge al suo interno un consiglio direttivo e un presidente);
  2. il perseguimento dello scopo del soddisfacimento diretto di bisogni socialmen­te rilevanti (sportivi, culturali, ecc.) e comuni a tutti i soci;
  3. la sovranità in capo all’intera assemblea dei soci e non a un gruppo ristretto di soggetti;
  4. il perseguimento secondario del fine dell’utile solo allo scopo di raggiungere nel tempo le finalità sociali in condizioni di autonomia economica.

In pratica, nell’associazione i soci hanno lo stesso comune interesse di perseguire le finalità istituzionali.

Per poter raggiungere le finalità istituzionali (ad esempio, la diffusione dello sport tra i giovani o per le persone disagiate) l’associazione deve poter disporre di liquidità; se le entrate istituzionali (quote associative) non sono sufficienti al raggiungimento delle finalità istituzionali, l’associazione può inventarsi un’attività sussi­diaria e strumentale che abbia lo scopo precipuo di reperire fondi.

In conclusione, l’associazione viene costituita con lo scopo di conseguire una o più finalità ideali, comuni a tutti i soci; i soci hanno lo scopo del conseguimen­to delle finalità ideali e non percepiscono utile dall’attività esercitata all’inter­no dell’associazione.