Le assemblee dei soci

 

In base a quanto previsto dalle norme di convocazione dello statuto di ciascuna associazione, almeno una volta l’anno ed entro il mese di aprile, deve essere convocata l’Assemblea dei soci. Generalmente è il consiglio direttivo o il presidente, per suo mandato, che la convoca e deve essere fatto in modo congruo e per tempo, permettendo a tutti i soci in regola con il versamento delle quote sociali di parteciparvi e, qualora fosse anche elettiva, di candidarsi.

L’assemblea è valida in prima convocazione, quando sono presenti la metà più uno dei soci aventi diritto al voto. Se così non fosse, e raramente lo è, la seconda convocazione permette lo svolgimento dell’assise assembleare con qualunque numero di soci.

Si può distinguere in Assemblea Ordinaria o Assemblea Straordinaria; i poteri dell’assemblea in via ordinaria sono:

  • l’elezione del consiglio direttivo, del presidente e, se previsto statutariamente, del revisore dei conti e del collegio dei probiviri;
  • l’approvazione del rendiconto contabile economico-finanziario e della relazione annuale;
  • decidere la destinazione dell’avanzo o disavanzo di esercizio;
  • approvare il programma annuale delle attività (eventuale).


I poteri dell’assemblea, in via straordinaria, sono:

  • deliberare sulle richieste di modifica dello statuto;
  • deliberare sullo scioglimento dell’associazione;
  • deliberare sulla nomina del liquidatore.

L’assemblea straordinaria prende le sue decisioni a maggioranza dei presenti, ma il quorum è più elevato: solitamente è richiesta la presenza dei due terzi dei soci.

Anche per l’assemblea dovrà essere redatto un verbale, che sarà trascritto nel libro verbale delle assemblee e posto a disposizione di tutti i soci.