Le associazioni

 

Le associazioni non riconosciute sono la maggioranza delle associazioni italiane. Le associazioni riconosciute invece, per potersi dichiarare come tali, devono sottostare a precise normative, disporre di un adeguato patrimonio al raggiungimento dello scopo sociale e richiedere il riconoscimento giuridico attraverso la prefettura di competenza territoriale.

In base alla normativa prevista dal Codice civile, se s’intende costituire un’associazione che aspiri al riconoscimento, la forma dell’atto costitutivo deve essere quella dell’atto pubblico (art. 14 CC).

L’atto pubblico permette ai terzi di avere la certezza dell’esistenza dell’associazione e delle pattuizioni intercorse fra gli associati; l‘atto preliminare di costituzione dell’associazione è, in ogni caso, l’accordo tra i primi associati. Per costituire un’associazione non riconosciuta non sono necessarie for­malità particolari.

L’art. 36 cita: “L’ordinamento interno e l’amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati”; la costituzione di un’associazione non riconosciuta quindi “…si perfeziona con l’incontro delle volontà contrattuali delle parti”.

Gli elementi indicati nell’art. 16 del Codice civile che formano il contenuto dell’atto costitutivo e dello statuto, sono dunque i seguenti:

  • Denominazione dell’associazione: trattasi dell’elemento che identifica e individua l’associazione. Le associazioni sportive dilettantistiche, ad esempio, per effet­to delle disposizioni contenute nell’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, devono indicare nella denominazione sociale “la finalità sportiva e la ragio­ne o la denominazione sociale dilettantistica”;
  • Scopo: lo scopo dell’associazione deve essere lecito (non deve cioè contrasta­re con norme di leggi imperative, di ordine pubblico e di buon costume), deve rientrare fra quelli che per legge un’associazione può perseguire e non deve essere di lucro. Alcune associazioni devono inoltre arginare lo scopo entro determinati limiti e convogliarlo verso finalità predeterminate. Le organizza­zioni di volontariato, ad esempio, devono avere come scopo “lo svolgimento di attività esclusivamente per fini di solidarietà”; le organizzazioni non lucra­tive di utilità sociale (Onlus) devono avere, quale scopo, “l’esclusivo perse­guimento di finalità di solidarietà sociale”; le associazioni sportive dilettanti­stiche devono indicare nell’oggetto sociale “l’organizzazione di attività spor­tiva dilettantistica, compresa l’attività didattica”.
  • Patrimonio: il patrimonio permette all’associazione di garantire il pagamento delle obbligazioni contratte con i terzi. Il patrimonio, altrimenti definito “fon­do comune”, è dato, in sede di costituzione, dai contributi dei soci fondatori e dalle quote ordinarie dei primi associati. L’art. 37 del Codice civile stabilisce espressamente che il fondo comune è dato dai contributi degli associati e dai beni acquistati con questi contributi. Finché l’associazione dura, i singoli associati non pos­sono chiedere la divisione del fondo comune, né pretenderne la quota in caso di recesso. Il patrimonio (o fondo comune) rappresenta quindi una garanzia per i terzi: stabilisce a questo proposito l’art. 38 CC che per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Nell’atto costitutivo e nello statuto i soci fondatori indicheranno quindi l’importo della quota or­dinaria richiesta da ciascun nuovo associato. La legge si limita, comunque, a richiedere che l’atto costitutivo contenga l’indicazione del patrimonio, ma nulla dice a proposito della sua entità: non è infatti richiesto un minimo indi­spensabile.
  • Sede: le stesse esigenze di certezza e di chiarezza nei confronti dei terzi che impongono l’indicazione della denominazione dell’associazione nell’atto costitutivo, impongono anche l’indicazione, nel medesimo atto, della sede.
  • Norme sull’ordinamento e l’amministrazione: elemento essenziale di tutte le associazioni è la presenza di più persone (in numero dispari per evitare lo stallo decisionale in caso di parità), alla cui amministrazione il patrimonio è affidato. Queste persone costituiscono l’organo amministrativo dell’associazione. Nelle associa­zioni, comunque, l’organo sovrano è costituito dall’assemblea degli associati, che determina ed eventualmente modifica lo scopo dell’ente e le sue regole di organizzazione, può deliberarne lo scioglimento, nomina e revoca gli amministratori e stabilisce i limiti dei loro poteri. In alcune associazioni sono presenti anche organi di controllo (collegio sindacale, collegio dei revisori, collegio dei probiviri). L’atto costitutivo dell’associazione deve contenere le norme che regolano il funzionamento dei suddetti organi sociali. L’art. 90 della 1. n. 289 del 2002 citata, stabilisce, per le associazioni sportive dilettantistiche, l’in­dicazione nell’atto costitutivo e nello statuto dell’obbligo di conformarsi non solo alle norme dettate dagli organi sociali, ma anche alle norme e alle diretti­ve del Coni, nonché agli statuti e ai regolamenti delle federazioni sportive nazionali a cui l’ente è affiliato.
  • Diritti e obblighi degli associati: all’interno di un’associazione, l’assemblea degli associati costituisce l’organo sovrano in grado di decidere in maniera incisiva le sorti dell’associazione stessa. Gli aspiranti soci devono avere quin­di, prima di entrare nella compagine associativa, piena conoscenza dell’atto costitutivo, dello statuto, delle clausole ivi contenute, dello scopo, delle finali­tà e delle attività esercitate dall’associazione. A questo proposito, l’aspirante associato dichiarerà la piena adesione allo statuto dell’associazione e il rispet­to degli obblighi e dei doveri ivi contenuti e imposti agli associati. I principali doveri dell’associato si concretizzano nel rispetto dello statuto e nel versa­mento della quota ordinaria e dell’eventuale quota suppletiva o straordinaria richiesta per far fronte, ad esempio, a momentanee carenze di liquidità; seguo­no altri doveri dettati dagli scopi specifici di ciascuna associazione (l’obbligo del socio atleta di un’associazione sportiva dilettantistica di rispettare gli orari degli allenamenti e di partecipare alle gare sportive; l’obbligo del socio musi­cista di un’associazione musicale di rispettare le prove, di prendere in consegna lo strumento musicale e di averne cura; l’obbligo del socio di un’associazione culturale di rispettare gli indirizzi dell’associazione e di contribuire alla diffusione di quella particolare branca della cultura, ecc.). L’associato ha il diritto di partecipare alle assemblee se in regola con il versamento della quote, e di partecipare alle votazioni, di chiedere i resoconti contabili, di usufruire delle attrezzature, di nominare i membri del Consiglio direttivo, di nominare i membri del collegio sindacale, se previsto dallo statuto.
  • Condizioni per l’ammissione degli associati: i membri dell’associazione hanno l’interesse che il nuovo aspirante associato possegga determinati requisiti che non contrastino con lo scopo dell’associazione. L’associazione è un contratto a struttura aperta, per cui non sarebbero valide clausole che vietassero nuove adesioni rimettendo all’arbitrio degli amministratori il giudizio sull’ammissione di nuovi soci, ma è possibile subordinare l’ingresso nell’associazione al possesso di condizioni richieste nell’atto costitutivo.

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