Il Terzo settore

 

Il Terzo settore è quel complesso di istituzioni che all’interno del sistema economico si collocano nell’erogazione di servizi che il mercato richiede e che lo Stato non è in grado fornire direttamente.

Non appartenendo a queste due entità, sono invece riconducibili all’organizzazione tra cittadini che, nell’associarsi tra di loro per fornire beni e servizi alla collettività, assumono diverse forme associative.

Il Primo settore è lo Stato, che eroga beni e servizi pubblici ai propri cittadini.

Il Secondo settore è il mercato (for profit) che produce beni e servizi privati per i cittadini, con l’obiettivo del guadagno d’impresa.

Il Terzo settore va a colmare quell’area tra Stato e Mercato nella quale si offrono servizi, si scambiano beni relazionali, si forniscono risposte a bisogni personali o a categorie deboli secondo approcci che non sono originariamente connotati dagli strumenti tipici del mercato, né da puro assistenzialismo.

Quest’ultimo si è sviluppato soprattutto a partire dagli anni della crisi del welfare per sopperire alle lacune istituzionali e a vantaggio della sfera informale; il mondo vitale della partecipazione civile ha spesso rappresentato la spinta per la nascita di molte associazioni all’interno del settore.

Non profit sta a definire un’associazione il cui scopo sociale non mira al guadagno economico ma all’arricchimento morale, sociale, culturale, ecc. Questo non vuol dire che l’associazione non possa svolgere attività commerciali: se tali attività servono per raggiungere lo scopo, esse sono lecite e ben attuabili.

Un’associazione non profit può possedere mezzi, immobili, centri, somministrare servizi e prodotti, avere dipendenti, offrire lavoro, erogare contributi ad altre organizzazioni, ma tutte queste attività sono secondarie allo scopo principale.

La legislazione italiana ha finora disciplinato alcuni aspetti del Terzo settore ma non li ha definiti unitariamente dal punto di vista giuridico. Esistono differenti definizioni attribuite al non profit riconducibili ai diversi ambiti disciplinari; studi recenti hanno tuttavia evidenziato delle caratteristiche comuni che definiscono i criteri ai quali dovrebbe sottostare l’organizzazione operante nel Terzo settore:

  1. l’assenza di distribuzione dei profitti;
  2. l’avere natura giuridica privata (anche se alcune organizzazioni, come le IPAB, hanno ancora un forte controllo pubblico);
  3. il disporre di un atto di costituzione formale oggetto di un contratto formalizzato o di un accordo esplicito fra gli aderenti;
  4. l’essere basata sull’autogoverno;
  5. il disporre di una certa quota di lavoro volontario;
  6. l’essere un’organizzazione con una base democratica (elezione delle cariche e partecipazione effettiva degli aderenti).

Per evitare che sfuggano alcune caratteristiche essenziali a mantenere lo status di ente non profit, considerata l’ampiezza del settore e delle normative, e quindi per non incorrere nelle pesanti sanzioni amministrative che possono essere erogate in caso di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria e per rimanere in linea con lo scopo sociale, è opportuno avvalersi del supporto informativo e organizzativo degli enti, come Sport Nazionale.